Digiuno Terapeutico

IL DIGIUNO TERAPEUTICO
Basi scientifiche ed evidenze clinico-sperimentali
Dr. Marco Mattorre
Corso di formazione in
MEDICINA INTEGRATA
Regione Umbria
Scuola Sanità
2005
CORSO SIMAISS
DIRETTORE Dr. F. BOTTACCIOLI

“Io so pensare. So aspettare. So digiunare.”
“Ognuno può compiere opera di magia,
ognuno può raggiungere i propri fini,
se sa pensare,
se sa aspettare,
se sa digiunare”
“Per esempio il digiunare: a che serve?”
E’ un’ottima cosa, signore.
Quando un uomo non ha niente da mangiare
digiunare è la più bella cosa che possa fare.
Siddharta può aspettare tranquillo,
non conosce impazienza,
non conosce miseria,
può lasciarsi a lungo assediare dalla fame e ridersene.”

H. Hesse SIDDHARTA

INDICE
INTRODUZIONE
CAP I
BASI FISIOLOGICHE E BIOCHIMICHE
1 L’Omeostasi metabolica
2 La gluconeogenesi
3 La mobilizzazione degli acidi grassi
4 La sintesi dei corpi che tonici

CAP II
Digiuno e modulazione neuroimmuno endocrina

1La leptina
2 digiuno e malattie autoimmuni :
artrite reumatoide e connettiviti
3 la sclerosi multipla
4.leptina e malattie infiammatorie intestinali (ibd)
5.effetti del digiuno e della restrizione calorica sull’ipotalamo
6.malattieneurodegenerative invecchiamento e digiuno

INTRODUZIONE
Il digiuno è un’esperienza fisiologica di straordinaria efficacia nell’ attivare i
processi di disintossicazione propri del nostro organismo.
La sua origine si perde nelle antichissime tradizioni dei popoli
primitivi,essendo da sempre praticato quale rito di guarigione o di significato
religioso .
Anzi possiamo ragionevolmente affermare che il corpo umano sia
perfettamente progettato per far fronte a un prolungato periodo di astensione
dal cibo.
Diversamente sarebbe impossibile spiegare la sopravvivenza dell’uomo
primitivo sulla terra in un contesto ambientale sfavorevole e in cui la
disponibilità di alimenti era del tutto saltuaria.
Ma l’uomo al pari di tutti gli altri animali, nella sua complessità metabolica è in
grado di sfruttare al meglio le risorse alimentari disponibili e di “ farne tesoro”
per metterle a disposizione nei periodi di scarsità.
Tutt’ altro significato assume nel nostro contesto attuale di società del
benessere la pratica del digiuno.
Esso può rappresentare un momento importante di “riappropriazione” del
nostro corpo ,di riscoperta dei suoi bioritmi fisiologici ormai pressoché
misconosciuti nell’esperienza quotidiana o forzati alle nostre esigenze,di
sintonizzazione con i ritmi della natura che talvolta ci spaventano.
Esperienza psicologica intensa ,nel corso dei secoli il digiuno è presente in
tutte le grandi religioni dal cristianesimo al buddismo all’islamismo e al
giudaismo rappresentando un momento mistico di elevazione a Dio e di
purificazione. Nel corso del Novecento il digiuno è stato notevolmente
rivalutato nelle sue valenze terapeutiche soprattutto per merito degli studi e
dell’esperienza della scuola igienistica americana (SHELTON) e si è
riproposto all’attenzione degli operatori della salute in tutto il mondo. Il
netto,preconcetto rifiuto da parte del mondo medico-scientifico lo ha
collocato in un ruolo ingiustamente marginale nell’ambito delle terapie

naturali ed è solo grazie all’impegno di qualche medico coraggioso che la
pratica terapeutica del digiuno si è potuta diffondere e può essere
sperimentata in tutta la sua straordinaria efficacia.
Oggi pertanto esso rappresenta una terapia naturale di facile praticabilità,
anche autogestita una volta che sia stata sufficientemente maturata e
approfondita ;è infatti fondamentale imparare a conoscere come il proprio
corpo vive l’esperienza del digiuno ,quali reazioni e quali sintomi emergono
durante i processi di disintossicazione .
Tra i vari metodi che stimolano la rigenerazione, quello del digiuno tera-
peutico occupa senz’altro una posizione privilegiata. Il nostro organismo
è abituato ad assumere periodicamente una certa quantità di alimenti e
regola quindi i propri ritmi in base a ciò. Digiunare interrompe radical-
mente questi ritmi e stimola quindi il rinnovamento delle diverse funzio-
ni fisiologiche, mentali e spirituali.
È quindi periodicamente necessario eliminare le scorie e disintossicare
l’organismo, e il digiuno terapeutico è senza dubbio il mezzo migliore.
La generale disintossicazione di tutto l’organismo comporta anche un
grande sforzo, soprattutto per il sangue che deve trasportare scorie e tos-
sine, per il ricambio che brucia le riserve, per il fegato che funge da cen-
trale di disintossicazione e per i reni e l’intestino, attraverso i quali si eli-
minano le scorie.
Una così radicale disintossicazione favorisce la rigenerazione e il ringio-
vanimento, rafforza le funzioni organiche e attiva il sistema immunitario,
effetti che si fanno sentire per lungo tempo e che comunque si possono
rinnovare ripetendo la cura.
Il periodo migliore in cui sottoporsi a un digiuno terapeutico è la prima-
vera, perché nei freddi mesi autunnali e invernali gran parte di noi segue
abitudini ancora meno salutari che nel resto dell’anno e a primavera nel
nostro sangue si sono ormai accumulate molte scorie e tossine che
contribuiscono a provocare un diffuso senso di stanchezza.

Una settimana di digiuno a primavera di solito basta per eliminare questa
condizione e per ritornare in forma . Si può poi ripetere la settimana di
digiuno in autunno per stimolare il sistema immunitario e aumentare
quindi la resistenza dell’organismo ai maggiori rischi di infezioni virali nei
mesi d’inverno.
Sono tre i modi in cui si può ottenere il peso desiderato con il digiuno:

  • digiuno terapeutico breve, della durata di 7 giorni,
  • digiuno periodico ( 1-2 giorni la settimana) tenendo presente che nei
    giorni che intercorrono tra un digiuno e l’altro ci si deve controllare
    per non recuperare il peso perso.
  • Digiuno intermittente: come nel Ramadan mangiare solo la sera oppure a
    giorni alterni.
    Il digiuno terapeutico elimina tossine,scorie, sottoprodotti metabolici e
    residui di cellule e tessuti accumulatisi dopo qualche malattia, che
    possono appesantire o bloccare le difese immunitarie. Il digiuno è per
    molte parti del corpo una vera e propria vacanza (non devono digerire e
    metabolizzare cibo) e consente quindi di mettere a disposizione del
    sistema immunitario molte forze. La natura stessa ci indica quando
    l’organismo non deve assumere cibo, riducendo o addirittura eliminando,
    in presenza di alcune malattie, lo stimolo della fame. Lo si constata, per
    esempio, negli stati febbrili a cui spesso si accompagna l’inappetenza, e in
    molte malattie dell’apparato digerente. Durante la cura del digiuno tutto
    l’organismo si rafforza e rigenera, i meccanismi di autoguarigione sono
    più efficienti e combattono meglio i fattori di rischio e le malattie già
    insorte.

RIGENERAZIONE PSICOLOGICO-SPIRITUALE
Corpo, funzioni intellettuali e vita spirituale costituiscono nella medicina
naturale – e lo conferma anche la moderna medicina psicosomatica –
un’unità indivisibile. Poiché i tre livelli esistenziali interagiscono costan-
temente, gli effetti del digiuno terapeutico non si limitano al corpo ma si
estendono anche alle funzioni intellettuali e spirituali.
Concretamente queste conseguenze si traducono in un predominio del
nervo vago all’interno del sistema neurovegetativo, e che regola molte
importanti funzioni organiche. Questo nervo è responsabile del
rilassamento, del riposo e del risparmio di energie, mentre il suo
antagonista, il sistema simpatico, che di solito predomina nelle ore di
veglia, favorisce il consumo di energia, la produzione di forza e l’attività.
Il passaggio dal predominio del simpatico a quello del vago che è tipico
del digiuno è paragonabile a quello che si ottiene con il training autoge-
no: già dopo qualche giorno ci si sente meglio in generale e il morale è al-
to. La disintossicazione radicale e l’attivazione delle difese immunitarie
comportano effetti favorevoli su anima e mente e stimolano i sistemi di
autoguarigione della psiche. Questi effetti a livello psicologico si
protraggono per molto tempo oltre la fine del digiuno e si manifestano
tra l’altro anche attraverso un miglioramento delle capacità intellettuali.
IL DIGIUNO
COME STRUMENTO DI PREVENZIONE
All’origine di gran parte delle malattie c’è un indebolimento più o meno
temporaneo del sistema immunitario, responsabile soprattutto delle in-
fezioni virali o batteriche. Noi viviamo continuamente in un vero e pro-
prio mare di germi patogeni senza ammalarci, perché la natura ci ha
provvisto di difese immunitarie molto efficaci, e soltanto quando questi
meccanismi di difesa non sono più in grado di intervenire i germi pato

geni hanno la possibilità di agire. Ciò vale per tutti i tipi di malattia.
L’inefficienza del sistema immunitario può avere cause o origine diverse:
è particolarmente acuta, per esempio, nei mesi freddi, quando l’organi-
smo non riesce ad adattarsi alle condizioni atmosferiche: insorgono così
raffreddori e influenze.
È molto diffusa anche l’insufficienza del sistema immunitario provocata
da un’alimentazione sbagliata: molte difese possono funzionare efficien-
temente soltanto se l’organismo non soffre di alcuna carenza, quindi
quando riceve non soltanto un apporto calorico sufficiente o eccessivo
(sovrappeso), ma anche un’adeguata quantità di vitamine, sali minerali e
oligoelementi per poter svolgere tutte le funzioni organiche necessarie,
comprese quelle del sistema immunitario. Tutti sanno, per esempio, che
esiste un rapporto tra efficienza del sistema immunitario e apporto di vi-
tamina C. Chi è in sovrappeso – perché di solito segue un’alimentazione
sbagliata – è più soggetto degli altri a malattie e infezioni. Il sistema
immunitario, inoltre, è bloccato da tossine e scorie che si accumulano
soprattutto nelle cellule e nei tessuti. Anche in questo caso la causa è un
rapporto sbagliato con il cibo e uno stile di vita poco sano, poiché anche
un’alimentazione sbagliata all’insegna dell’abuso di alcool e tabacco o una
vita sedentaria influiscono negativamente sulle difese immunitarie. Oggi,
inoltre, a tutto ciò si aggiungono anche le sostanze tossiche presenti
nell’ambiente, alle quali non ci si può più ormai sottrarre in nessun luogo. I
meccanismi di difesa non riescono a combattere da soli tutti questi fattori
di rischio. Poiché molti dipendono da noi e dal nostro stile di vita, occorre
intervenire eliminando le abitudini dannose, alimentari e non, affinché il
nostro organismo sia in grado di difendersi in modo ottimale da molte
malattie.I1 digiuno terapeutico disintossica e depura tutto l’organismo: a ciò contribuisce anche evitare di assumere, durante la cura, tutti i
medicinali non indispensabili e non prescritti dal medico, in particolare i
cosiddetti prodotti da banco: analgesici, tranquillanti e sonniferi che non
pochi si «autoprescrivono» senza rifletterci sopra troppo. Il digiuno

terapeutico è quindi una buona occasione per liberarsi anche dalla
dipendenza da alcuni farmaci.
II digiuno terapeutico, quindi, stimolando il sistema immunitario, elimina
numerosi fattori di rischio per la nostra salute, che spesso sono all’origine
di molte delle malattie tipiche della nostra civiltà. Ciò vale soprattutto per
il sovrappeso, all’origine soprattutto delle affezioni del sistema
cardiocircolatorio.
Decongestionando molti organi e il metabolismo, il digiuno consente ai
meccanismi di difesa e autoguarigione di eliminare i danni e di combattere
i disturbi già presenti prima che si trasformino in malattie, fungendo così
da mezzo di prevenzione.Il digiuno terapeutico ha un ruolo di primo
piano nella prevenzione di molte malattie in quanto stimola il sistema
immunitario e combatte molti fattori di rischio connessi all’alimentazione
moderna, al nostro stile di vita e all’inquinamento. Non può ovviamente
essere una panacea: chi digiuna periodicamente, ma tra un digiuno e
l’altro riprende le vecchie abitudini di sempre non ne sfrutta il potenziale
di prevenzione a lungo termine. La cura del digiuno deve quindi essere
l’inizio di uno stile di vita più sano. I digiuni periodici sono consigliati a
tutti: in particolare lo sono nei casi di stanchezza diffusa, inefficienza del
sistema immunitario, sovrappeso o alterazione di molti parametri ematici
(come colesterolemia, glicemia, uremia, ecc.), universalmente considerati
fattori di rischio.

II DIGIUNO COME TERAPIA
Il digiuno, per i suoi estesi effetti, può essere considerato uno strumento
terapeutico utile per combattere molte malattie, accompagnato o meno
da altre terapie. Come i medicinali, anche il digiuno in alcuni casi deve
essere seguito solo dietro prescrizione medica o comunque sotto control-
lo medico, se si vogliono evitare effetti collaterali.
Le malattie del sistema cardiocircolatorio, oggi molto diffuse, sono in tutti i Paesi industrializzati una delle principali cause di decesso. Sono in genere da ricondurre a uno stile di vita e a un’alimentazione sbagliati:
troppi grassi e proteine, sovrappeso, vita sedentaria e stress sono i
principali fattori di rischio. Il digiuno terapeutico può agire
positivamente su gran parte di questi fattori: normalizza il peso, elimina i
grassi e i depositi proteici in eccesso e rilassa mente e spirito. In questo
modo ostacola il progredire dell’aterosclerosi, combattendo le prime alterazioni dei vasi sanguigni. Poiché l’indurimento delle arterie è
all’origine di molte affezioni dell’apparato cardiocircolatorio (anche
dell’infarto miocardico), prevenendolo si evitano anche malattie più
gravi. È efficace anche contro l’ipertensione che costituisce un altro
importante fattore di rischio. Spesso l’effetto del digiuno è così duraturo
da consentire l’eliminazione dei farmaci antipertensivi. Reagisce bene alla cura del digiuno anche chi soffre di angina pectoris, una malattia
caratterizzata dal restringimento delle coronarie dovuto a spasmi nervosi
o a processi di aterosclerosi, a causa della quale il cuore non riceve un
adeguato apporto d’ossigeno, e che può provocare danni gravi (in
particolare l’infarto). Il digiuno terapeutico consente un notevole
miglioramento del quadro clinico nei soggetti affetti da questa malattia e
ne previene le temute complicazioni.
Anche i pazienti affetti da altre malattie cardiache traggono beneficio dal
digiuno, in primo luogo perché la rinuncia al cibo decongestiona la circo-
lazione, elimina l’eventuale stasi venosa grazie al completo svuotamento

degli organi dell’apparato digerente e migliora l’irrorazione della regione
addominale. Il digiuno è efficace anche contro l’aritmie cardiache.
Il miglioramento della circolazione durante il digiuno terapeutico favori-
sce lo svuotamento delle vene delle gambe in particolare, e quindi è par-
ticolarmente utile per chi soffre di varici: perfino le recidive ulcere
varicose del polpaccio reagiscono bene a una cura del digiuno
(prevalentemente lunga).
Per ovvi motivi l’astensione dal cibo è una terapia particolarmente utile
contro le malattie dell’apparato digerente e del ricambio. L’eliminazione degli alimenti solidi, che devono essere digeriti e utilizzati da questo apparato, ne riattiva i meccanismi di autoguarigione mettendolo, nel giro di
breve tempo, in condizione di sconfiggere affezioni acute o croniche.
Il digiuno terapeutico breve è indispensabile contro le infiammazioni acute del tratto gastrointestinale accompagnate da diarrea, basteranno 2-3 giorni di digiuno per eliminare completamente questi disturbi.
È consigliabile a chi soffre di disturbi epatici, in particolare a chi ha un
fegato grasso (ipertrofico) o soffre di gonfiori nella regione del fegato,
provocati dal ristagno di sangue nella regione addominale. Anche l’infiammazione cronica del fegato e la cirrosi epatica allo stadio iniziale
migliorano notevolmente con un’adeguata cura del digiuno.
Lo stesso vale anche per alcune malattie del pancreas che possono essere curate con questo metodo sotto controllo medico. Il digiuno è una
terapia particolarmente importante per curare alcuni disturbi metabolici e
il sovrappeso. Il digiuno terapeutico è efficace contro la gotta, una
malattia del metabolismo che colpisce le articolazioni, per i suoi effetti
disintossicanti e depurativi. Contribuisce a normalizzare il peso e a
decongestionare il metabolismo dei diabetici. Questa terapia è utile anche
per combattere le malattie che colpiscono l’apparato urinario e gli organi sessuali, in particolare le infiammazioni di reni e vescica e la nefrosclerosi
(rene atrofico).

A volte con una cura del digiuno si riesce a ridurre le dimensione dei
calcoli renali o alla vescica, che poi vengono eliminati per via naturale
attraverso le vie urinarie.
Sono stupefacenti gli effetti del digiuno terapeutico contro i miomi uterini,
tumori muscolari benigni che colpiscono non poche donne e che di solito vengono asportati chirurgicamente. Con un’adeguata cura del digiuno sotto controllo medico, si possono eliminare senza ricorrere a interventi cruenti: per l’organismo il mioma è una specie di «deposito» che in questo modo esso è indotto a smantellare, così come smantella quelli adiposi.
Questa terapia è particolarmente efficace contro alcune malattie della cute che, in quanto principale organo escretore dell’organismo, soffre del
l’accumulo di tossine e scorie e ne manifesta la presenza con impuritàj
infiammazioni e altre affezioni croniche. Gli effetti normalizzanti e disintossicanti sul metabolismo ringiovaniscono la pelle e ne eliminano eventuali disturbi. Anche la psoriasi più persistente migliora notevolmente con
un adeguato digiuno terapeutico e può scomparire completamente con più
cure ripetute nel corso dello stesso anno. Un’altra importante indicazione
del digiuno è costituita dalle malattie reumatiche, soprattutto dalle
infiammazioni croniche delle articolazioni: i reumatismi infatti sono una conseguenza dell’accumulo di scorie e tossine nei tessuti, e il digiuno le elimina, normalizzando il metabolismo nelle articolazioni e stimolando il sistema immunitario.
Il digiuno terapeutico è efficace anche contro le emicranie e le cefalee croni-
che o frequenti, che possono essere conseguenza di una sorta di
intossicazione cronica provocata dall’accumulo di tossine e scorie nell’or-
ganismo. La radicale disintossicazione che la rinuncia al cibo porta con sé
fa presto sentire le sue conseguenze, anche se spesso questa terapia non
basta, ma deve essere completata da altri metodi naturali.
Vale la pena di tentare con questa terapia anche contro l’asma bronchiale e le malattie respiratorie croniche in cui si ottengono notevoli miglioramenti
che possono essere accresciuti con altri interventi.

Per quanto riguarda l’effetto dimagrante è da ricordare che durante una settimana di digiuno la perdita di peso è in media di circa 5-6 kg , costituita per il 35% da liquidi estracellulari in ecceso, per il 25% da tessuto adiposo e per il 40% da proteine.